Isola Dovarese, storia e tradizioni
Al contrario di quanto suggerisce il toponimo, Isola Dovarese è ben salda sulla terraferma. L'antico nome di Insula deriva infatti dalla peculiare ubicazione dell'insediamento, che sorge su un terrapieno abbracciato su tre lati dal fiume Oglio. A rivelare maggiormente l'identità cittadina è tuttavia la seconda parte del nome, riferimento alla famiglia ghibellina dei Dovara di Cremona, che ottenne il feudo alla fine del XII secolo.




Nel 1322 Anna Dovara, discendente di quel Buoso da Duera citato nell’Inferno dantesco, sposò Filippino Gonzaga, legando così il destino di Isola al potente casato mantovano. Dal XV secolo, Isola Dovarese divenne un'enclave gonzaghesca circondata dalla Repubblica di Venezia e dal Ducato di Milano: una posizione tanto delicata quanto privilegiata, da cui oggi eredita un ricco patrimonio architettonico e culturale.
Il cuore del borgo è Piazza Giacomo Matteotti, una delle più belle piazze gonzaghesche lombarde, costruita sul finire del Cinquecento e circondata da eleganti portici. Qui si affacciano Palazzo Dovara e il Palazzo Pretorio; quest’ultimo, oggi sede del Comune, ospita le antiche prigioni, sulle cui pareti sono ancora conservati i graffiti dei detenuti.
A breve distanza, la Chiesa di San Nicolò custodisce opere di Bernardino Campi e l'Annunciazione, o “Madonna del Gatto”, attribuita ad Altobello Melone, mentre l'Oratorio di San Giuseppe ebbe funzione di ospedale militare durante il Risorgimento, a testimonianza del fervente impegno patriottico di Isola. Dal suggestivo Ponte Vecchio, conosciuto anche come Ponte dei Tre Martiri della Resistenza, partono infine le passeggiate nella natura sugli argini del Parco Oglio Sud.