Isola Dovarese
Dai signori medievali ai protagonisti del Risorgimento, dai principi del Rinascimento agli artisti del Seicento: i personaggi che hanno lasciato un segno nella storia del borgo.
La storia di Isola Dovarese è intrecciata a quella di uomini e donne che, in epoche diverse, hanno contribuito a costruirne l'identità. Signori feudali, principesse, militari, artisti: figure molto diverse tra loro che testimoniano il ruolo che questo piccolo borgo ha saputo svolgere nel corso dei secoli, al crocevia tra Cremona, Mantova e il fiume Oglio. Nel novembre del 1458 la marchesa di Mantova Barbara di Brandeburgo, una delle donne più influenti del Rinascimento italiano, fece tappa a Isola Dovarese durante un viaggio destinato a rafforzare l'alleanza tra Gonzaga e Sforza. Accompagnava la figlia Gabriella verso Milano per le nozze con Corrado da Fogliano e la giovane Dorotea Gonzaga, promessa sposa dell'erede degli Sforza. Accolta dalla famiglia Dovara nelle proprie dimore, Barbara soggiornò nel borgo il 21 novembre 1458, ancora oggi uno dei momenti più celebri della storia locale. Ogni anno, durante il Palio delle Contrade, Isola Dovarese rievoca proprio quell'arrivo solenne, riportando il borgo alle atmosfere del Quattrocento. Tra i membri più illustri della famiglia Dovara spicca Buoso da Dovara, potente esponente ghibellino del XIII secolo e protagonista della politica dell'Italia comunale. Signore di Soncino e Sabbioneta, podestà di diverse città e stretto alleato dell'imperatore Federico II, cercò di costruire un vasto dominio tra Cremona e il territorio dell'Oglio.Barbara di Brandeburgo e il viaggio che rivive nel Palio
Buoso da Dovara, il signore ricordato da Dante
Dopo la sconfitta dei ghibellini fu costretto all'esilio, ma il suo nome rimase legato per sempre alla storia medievale italiana. Dante Alighieri lo citò infatti nella Divina Commedia, collocandolo nell'Inferno tra i traditori politici. Ancora oggi il cognome Dovara identifica la famiglia che ha dato il nome al borgo e al palazzo che ne custodisce la memoria.
Nato a Isola Dovarese nel 1838, Francesco Pistoja fu uno dei protagonisti del Risorgimento italiano. Ancora studente abbandonò il seminario per arruolarsi volontario nell'esercito piemontese e partecipare alla Seconda Guerra d'Indipendenza, distinguendosi nella battaglia di San Martino. La sua carriera militare lo portò ai vertici del Regio Esercito, fino al grado di generale. Successivamente fu deputato e senatore del Regno d'Italia, mantenendo sempre un forte legame con il paese natale, dove tornò a vivere negli ultimi anni della sua vita. A Isola Dovarese il suo ricordo è ancora vivo: una delle camere dello storico ristorante La Crepa porta il suo nome, a testimonianza del rapporto che il generale conservò con il borgo e con i suoi luoghi più rappresentativi. Mentre sotto i portici di Palazzo Dovara in Piazza Matteotti è presenta una curiosa scritta che lo ricorda. Per lungo tempo conosciuto come "il Cremonese", Giuseppe Caletti era in realtà nato a Isola Dovarese nel 1599. La scoperta, emersa grazie a recenti ricerche archivistiche, ha restituito al borgo uno dei suoi artisti più importanti. Formatosi nell'ambiente del Guercino, Caletti sviluppò la propria carriera soprattutto a Ferrara, distinguendosi per una pittura influenzata dal naturalismo emiliano e dalla tradizione veneta. Personalità originale e anticonformista, il suo percorso testimonia come anche un piccolo centro della pianura padana abbia saputo esprimere figure capaci di inserirsi nei principali circuiti artistici del Seicento italiano. Una piazza di Isola Dovarese è stata recentemente intitolata al pittore.Francesco Pistoja, da Isola Dovarese al Senato del Regno
Giuseppe Caletti, il pittore isolano alla corte dell'arte